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DIECI CONSIGLI PER I GIOVANI CHE LAVORERANNO NEL TERZO MILLENNIO

 

1.      Imparare a leggere e scrivere bene

Se la matematica e la cultura scientifica sono importanti, la capacità di esprimersi con un ricco e articolato vocabolario sta diventando il primo elemento di successo nelle società in rapida trasformazione. È indispensabile la lettura di almeno un giornale al giorno e almeno un libro al mese per conoscere i fatti e imparare 30.000 vocaboli al posto dei soliti 3.000 della televisione. Una buona conoscenza della lingua madre è la base per altre due funzioni importantissime per la vita ed il lavoro: comunicare in pubblico e scrivere una relazione, un articolo, una richiesta di lavoro.

2.      Imparare le lingue

Subito dopo una buona conoscenza della lingua madre, l'inglese è oggi lo strumento determinante per comunicare con il resto del mondo. Il francese o lo spagnolo non andrebbero trascurati, non fosse altro perché richiedono (a un italiano) un impegno relativamente minore per essere appresi, mentre molto utili per i nuovi mercati dell'Est e del Sud sono il tedesco, il russo, il cinese, l'arabo. Utilizzare le vacanze estive per viaggi di lavoro e di formazione all'estero è il modo migliore per esercitarsi nelle lingue.

 

3.      Imparare almeno a giocare (e a scrivere) col computer

Oggi una base di conoscenze informatiche, non solo consente un forte aumento delle capacità individuali di lavoro, ma è una risorsa e un titolo da far valere in moltissimi lavori. Tra l'altro un PC (personal computer) oggi ha prezzi abbastanza accessibili e consentire ai ragazzi di imparare i videogiochi e la scrittura costituisce un investimento ad altissimo rendimento per la vita e per il lavoro. Non si tratta di diventare informatico, ma di apprendere le basi di una materia indispensabile in ogni professione del XXI secolo.

 

4.      Non trascurare il lavoro manuale

Anche se robot e automazione soppiantano spesso i vecchi operai, non per questo va sottovalutato il lavoro manuale, che è ancora molto richiesto (anche perché cresce nei servizi) e comunque altamente formativo. Le esigenze di manutenzione crescono anche nella fabbrica automatica e un buon tecnico può guadagnare almeno quanto un impiegato se non di più.

 

5.      Sviluppare la cultura dell'internazionalità e della mobilità

Nella società globale del Terzo Millennio bisogna perdere la fissazione del posto fisso a ogni costo e acquisire il «virus» dell'internazionalità e il gusto della mobilità professionale. L'interesse del lavoro, l'apprendimento di cose nuove, la responsabilità e l'iniziativa sono elementi da valorizzare e non da relegare in secondo piano. Se una persona, soprattutto giovane, ritiene di aver imparato tutto quello che c'era da imparare in un determinato posto è meglio che cerchi altri posti dove poter continuare il suo processo di apprendimento continuo; che poi resta la vera garanzia contro la minaccia di disoccupazione tecnologica.

   

6.      Accettare ogni esperienza iniziale di lavoro

(mai restare inattivi)

Qualsiasi esperienza di lavoro iniziale, anche in campi apparentemente distanti dal proprio, è utile al patrimonio umano e professionale complessivo di cui ciascuno è portatore. Ed è comunque meglio che restare inattivi. Senza contare l'utilità delle conoscenze e delle informazioni che si acquistano sempre in qualsiasi ambiente di lavori e l'esperienza di socializzazione, anch'essa utilissima.

 

7.      Informarsi continuamente sui cambiamenti

del proprio settore

Il numero di cambiamenti che prima si avevano in un secolo oggi possono aversi in uno o dieci anni. E allora l'unico modo per difendersi è seguirli e possibilmente anticiparli. Solo adeguandosi ai cambiamenti si possono evitare contraccolpi professionali spiacevoli. La cosa non è difficile. Si può fare un abbonamento a una delle migliaia di riviste specializzate italiana o straniera. Oppure è sufficiente fare, un paio di volte l'anno, un salto in una libreria specializzata e spendere un'oretta alla ricerca del libro giusto. È un investimento di tempo che può rivelarsi assai utile anche per la carriera.

 

8.      Non dividere la vita in due parti, alternare sempre

studio e lavoro

Quanto più la società è sviluppata, tanto più tempo si deve dedicare all'aggiornamento per non restare indietro o essere tagliati fuori anche nel lavoro e nella vita complessiva di relazioni. Perciò è necessario dedicare sempre una percentuale del proprio tempo all'aggiornamento continuo e questo è possibile solo con un'alternanza lettura-studio-lavoro, nelle forme che si ritengono più utili e che devono essere tanto più impegnative quanto maggiori sono i compiti e le responsabilità ricoperti.

 

9.      Coltivare altri interessi oltre studio e lavor o

Le ore annualmente lavorate dall'uomo negli ultimi 100 anni si sono dimezzate da 3.500 a 1.700, e sicuramente il processo riprenderà, dapprima nei Paesi ricchi, con un ulteriore aumento del tempo libero. Sarà importante che l'uomo reimpari a vivere una vita a più dimensioni, con più hobby, musica, arte, sport, impegno sociale e politico, oltre studio e lavoro. Solo così potrà essere più creativo anche nel lavoro.

 

10.    Non piangere sulle cose che non funzionano

Spesso si sente dire: la scuola non ci forma come dovrebbe, l'Osservatorio delle pro­fessioni che dovrebbe indirizzarci non c'è, lo Stato non aggiorna i suoi docenti, i politici governano male e via di questo passo. A parte che le stesse lamentele si sentono anche in quei Paesi dove la pubblica amministrazione e la politica funzionano meglio che in Italia, l'unica cosa da fare è non lamentarsi ma lottare perché le cose cambino e rim­boccarsi le maniche. In definitiva abbiamo una vita sola da valorizzare e da vivere.

   (N. Cacace, Oltre il 2000. Consigli per i giovani che lavoreranno nel 3° millennio)