C'ERA UNA VOLTA...
C’era una volta, prima del 1965, la
Val, la Présa, la Rèsa, zone di Livigno che sono sparite sott’acqua
e che sono diventate memoria storica. La
Val era la riserva naturale di legna da ardere per il riscaldamento
della case, era la via naturale di collegamento tra Livigno e la
Svizzera a ancor prima, nei tempi antichi, con il Tirolo, dove gli
abitanti di Livigno scambiavano i loro prodotti: burro, lana, pelli
e poco altro con sale, granaglie, patate ecc. La
Val era percorsa da una strada in buona parte pianeggiante,
ma sconnessa, con saliscendi per superare le frane. Era un percorso
fantastico e di rara bellezza naturale, con incantevoli zone verdi
contornate da abeti e pini
mughi a fusto alto. D’inverno era la strada del silenzio e delle
voci della natura, il fiume, la malghéda, le valanghe e le insidie
naturali, oggi sconosciute e inimmaginabili.
C’era una volta la Società Idroelettrica Livignese che,
con lungimiranza, realizzò un piccolo sbarramento artificiale sul fiume Spöl all’altezza
del pont dal Brùn garantendo, con la costruzione della centrale in prossimità della Présa,
l’illuminazione pubblica (1926). La Società , anche se non riuscì ad adeguarsi alla
crescente richiesta d’energia e non potè raggiungere tutte le frazioni, rimase sino agli
anni Sessanta l’unica fornitrice di energia elettrica del paese.
C’erano una volta li téa, i bàit, la rasia e
la Gesìna da Viéira, e le famiglie del posto che vivevano di pastorizia e si
recavano annualmente alla Val a tagliare una certa quantità di pini mughi
per approvvigionarsi della legna necessaria a riscaldare le abitazioni durante il freddo
e lungo inverno livignasco e per cucinare.
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