IL BOSCO
L’ecosistema bosco comprende il luogo geografico, i fattori
biotici e abiotici e le relazioni che si stabiliscono fra essi. Il luogo geografico, nel
nostro caso, è la Valle di Livigno; i fattori biotici gli organismi viventi presenti nel
bosco; i fattori abiotici gli elementi fisico-chimici quali la luce, la temperatura, la
pressione, la forza di gravità, l’aria, l’acqua, i venti e il suolo che caratterizzano la
zona; le relazioni che si stabiliscono all’interno del bosco sono le influenze reciproche
fra i vari fattori, le catene e le reti alimentari e i vari tipi di simbiosi.
Il bosco è una foresta poco estesa in cui è intervenuto
ed interviene ancor oggi l’uomo. Prima che la Valle di Livigno venisse abitata si pensa
fosse ricoperta interamente dalla foresta che è stata in parte eliminata per far posto ai
prati falciabili, per costruire le case in legno e per riscaldarle.
 Nella Valle di Livigno
esistono solo boschi di conifere che si estendono nella fascia subalpina, dai 1800 m circa
ai 2250 m; la fisionomia dei nostri boschi è determinata dalla presenza del larice,
del cembro e del mugo
(pochi sono gli esemplari di abete rosso); all’interno del
bosco sono comunque presenti oltre alle piante arboree, arbusti, erbe ed alberi appena
nati; lo strato sotterraneo è invece formato da radici e da organismi macro e microscopici.
Le conifere sono piante adattate a vivere in zone con
inverni lunghi e rigidi ed estati brevi; per più di sei mesi all’anno l’acqua gela nel
terreno, spesso le precipitazioni sono di carattere nevoso e il vento soffia impetuoso.
Gli stratagemmi adottati dalle conifere per sopravvivere consistono nel non perdere le
foglie in inverno (ad eccezione del larice) per utilizzare la poca luce invernale per
crescere, nel possedere foglie trasformate in aghi che resistono al gelo, limitano la
traspirazione e offrono meno resistenza al vento e alla neve e nell’avere, l’intera pianta,
una forma a cono che favorisce lo scivolamento della neve. Tale forma viene imitata
anche dall’uomo nella costruzione dei tetti anch’essi a cono.
Il bosco non è una realtà statica, ma dinamica, si evolve nel tempo: da boschi fitti di
giovani larici, si passa, se il sottobosco non viene sfruttato come pascolo, a boschi
misti di larici e cembri che crescono protetti dai larici stessi, mentre quando il
sottobosco viene utilizzato come pascolo, a boschi di larici secolari con poche e vecchie
piante, che col passare del tempo muoiono lasciando il posto al pascolo, che a sua volta,
non più utilizzato, si trasformerà di nuovo in bosco.
Quest’anno abbiamo approfondito, nell’ambito del
Progetto Ambiente lo studio dell’ecosistema
bosco, applicandolo ai boschi di Livigno, dei quali abbiamo analizzato le piante e
gli animali, che rivestono anch’essi una fondamentale importanza.
Nei boschi misti si può notare come ogni albero mantenga
la propria individualità: il cembro appare maestoso e serio, il larice leggero e luminoso,
il mugo tozzo ed elastico.
A tal proposito una nostra compagna ha letto un interessante
libro, dal titolo Le voci del bosco di Mauro Corona, di cui alleghiamo alcuni brani,
che racconta pregi e difetti di ogni tipo di pianta che viene paragonata, per il carattere,
alle persone.
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