LA BAITA
La baita è la tipica abitazione alpina, ma assume
caratteristiche diverse a seconda del territorio in cui sorge.
 La casa rurale è finalizzata al lavoro e al ricovero umano e ripropone pochi modelli codificati
nei secoli, che riproducono alcuni tipi edilizi che si ripetono pressoché uguali.
Anche a Livigno la ricchezza di particolari, di decorazioni, di soluzioni costruttive, ha portato alla realizzazione di
opere uniche, pensate per il luogo in cui sorgevano e per le funzioni che dovevano svolgere.
La materia prima era reperita in loco, pertanto gli elementi costruttivi della casa, così come quelli dei muretti e
delle recinzioni, erano costituiti da materiali che già facevano parte del paesaggio, rimodellati in altre forme, ma che
continuavano ad esserne parte integrante.
Generalmente, la baita è una costruzione a pianta
rettangolare, con fondazioni in muratura di pietra e calce e con la muratura che continua
in una parte del pianterreno dove si trova la cucina, di norma posta a nord-est. Il resto della costruzione è in legno
di larice. Solo in alcuni casi la baita è interamente in legno.
I tronchi di larice veninivano sovrapposti chiudendo ogni possibile intersizio con muschio,
per migliorare l'isolamento termico. Il legno di larice, oltre ad essere facilmente reperibile in loco, è quello che era ritenuto in grado
di offrire la miglior resistenza agli agenti atmosferici. Anche i tetti a capriata erano realizzati interamente in legno: erano formati da tavole di larice
disposte in ordine doppio alternato e da una parte centrale ricoperta da scandole, li škandola, anch'esse in legno.
Questa parte centrale, realizzata in tre strati intercalati di assicelle, assicurava la completa impermeabilità del tetto.
L'elemento costruttivo che maggiormente connota il bait livignasco è la struttura lignea ad incastro del tipo
denominato Blockbau, formata dall'incastro ortogonale dei tronchi in corrispondenza degli angoli e dell'inserimento dei tramezzi.
E' ancora possibile vedere baite in cui, all'estremità della grondaia, sono incisi l'anno di fabbricazione, al milésim, e
le iniziali del committente unite all'acronimo F.F., cioè "fece fare". Spesso si trova anche un motivo decorativo, intagliato nel legno,
con sagomata una testa di drago, probabilmente di significato apotropaico, posta a difesa della dimora umana.
La baita livignasca aveva normalmente una cantina
interrata, la késéta, sopra la quale si trovavano la cucina e la štua,
la stanza dove si svolgeva la vita della famiglia. Il resto del pianterreno era occupato
dalla corte, kôrt, ambiente di ingresso e di raccordo col piano superiore, dove
di norma si trovavano due camere, una sopra la cucina e l'altra sopra la štua, e un vano adibito a deposito.
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